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ozono

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L’ozono è una molecola costituita da tre atomi di ossigeno di formula chimica O3. Si presenta come un gas azzurrognolo, molto reattivo e velenoso, dal caratteristico odore pungente: a piccole dosi prende l’odore del fieno appena tagliato, mentre in quantità elevate l’odore si avvicina a quello dell’aglio.

Già Omero, in alcuni canti dell’Iliade, descriveva l’odore aspro e pungente che l’aria acquistava al passaggio di un temporale; verso la fine del XVIII secolo fu notato che lo stesso odore si presentava nelle vicinanze di alcune macchine elettriche ed attribuito all’elettricità dell’aria.

Solo nel 1840, il chimico Christian F. Schönbein (1799-1868), professore all’Università di Basilea, intuì che lo strano odore era dovuto alla presenza nell’aria di un gas denominato ozono che si formava in seguito al rilascio di scariche elettriche nell’aria durante i temporali, ed ad esso fu attribuito il termine “ozono” (dal greco ozein, che ha odore). All’epoca, Schönbein riteneva che questa molecola fosse monoatomica e solo nel 1866 il chimico francese Jacques Soret ne dimostrò la vera forma triatomica. 

Nella troposfera, invece, è presente solo in piccole quantità e si forma sia nel corso dei temporali, per azione delle scariche elettriche sull’ossigeno molecolare, sia attraverso reazioni fotochimiche prodotte per azione dei raggi UV sulle emissioni derivanti dalle sorgenti antropogeniche, quali ossidi di azoto (NOx) e sostanze volatili.

L’ozono viene prodotto naturalmente nella stratosfera, in una fascia tra 15 e 50 km di quota, per effetto dei raggi ultravioletti sulle molecole di ossigeno biatomico: quando la radiazione ultravioletta a più alta energia (200-242nm) colpisce una  molecola di ossigeno biatomico la scinde in due atomi di ossigeno monoatomico che si combinano rapidamente con l’ossigeno molecolare formando l’ozono. L’ozono assorbe la radiazione ultravioletta molto intensa di lunghezza d’onda prossima ai 300nm e si decompone. In questo modo l’ozono stratosferico funge da schermo nei confronti delle radiazioni UV nocive permettendo così la vita sulla Terra.

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Gli UVB hanno lunghezza d’onda intermedia tra gli UVA e UVC e sono meno penetranti degli UVA, in quanto si fermano all’epidermide senza raggiungere il derma.

figura2

È curioso osservare che l’ozono è fonte di grave preoccupazione per la salute delle persone e dell’ecosistema se supera certi livelli nei bassi strati dell’atmosfera, mentre è prezioso e di vitale importanza per la vita quando si trova negli alti strati!            Attualmente è molto di moda abbronzarsi nei centri di estetica con lampade UVA senza alcun tipo di precauzione ed è proprio con questi atteggiamenti che la nostra società mostra il suo volto complesso e contraddittorio. Mentre ci si preoccupa, giustamente, del buco dell’ozono che non riesce più a filtrare i micidiali raggi UV del sole, gran parte della popolazione, per apparire alla moda, utilizza in modo inappropriato apparecchiature abbronzanti che bombardano la pelle di raggi UVA pur sapendo quanto dannose esse possano essere. Chiunque lo desideri può disporre a piacimento di un suo surrogato: lampade abbronzanti, lettini solari, in appositi esercizi commerciali oppure è sufficiente entrare in un negozio di elettrodomestici dove i dispositivi abbronzanti sono in libera vendita. Questo perché non vi a ancora una legge “su misura” che regoli tutti gli aspetti dell’intero settore: a partire dall’informazione, dalla prevenzione e dall’educazione fino ad arrivare a norme di legge amministrative e tecniche, riguardanti le apparecchiature e gli operatori degli esercizi commerciali, che mirino ad accrescere nell’opinione pubblica, la consapevolezza degli effetti nocivi delle radiazioni UV e ad incoraggiare cambiamenti nello stile di vita che arrestino il continuo aumento dei casi di tumore cutaneo.

 

 

Come può l’ozono essere sia buono che cattivo?

L’ozono si comporta in questa duplice veste in base alla sua altezza nell’atmosfera: 1’ozono presente nella stratosfera ha un effetto eco-protettivo, in quanto protegge la vita sulla Terra dai raggi ultravioletti (UV) nocivi del Sole; l’ozono presente nella troposfera, invece, ha un effetto tossico e nocivo sulla materia vivente e sull’uomo.

La radiazione solare, che riesce ad arrivare sulla Terra, è composta da radiazioni elettromagnetiche che hanno lunghezze d’onda corte comprese nello spettro che va da 100 a 800nm. La componente ultravioletta della radiazione solare viene suddivisa in UVC, UVB e UVA che hanno lunghezze d’onda diverse; l’ozono stratosferico assorbe completamente gli UVC di lunghezza d’onda compresa tra 100 e 280nm, per il 95% gli UVB di lunghezza d’onda compresa tra 280 e 315nm ed appena per il 5% gli UVA con lunghezza d’onda compresa tra 315-400nm.

Gli UVA attraversano l’epidermide e penetrano negli strati più profondi della pelle fino al derma, dove possono alterare e distruggere l’elastina e il collagene.

Inoltre gli UVB abbronzano, possono provocare eritemi e scottature, e sono responsabili di un aumento del rischio da tumori della pelle e di modificazioni del DNA.

Diversamente dall’ozono che si trova nella stratosfera, quello troposferico risulta essere un inquinante molto velenoso se respirato a grandi dosi. La sua reattività, infatti, provoca irritazione agli occhi, al naso e alla gola, danni al sistema respiratorio e cardiocircolatorio specialmente nei bambini e negli anziani.