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PADRE FRANCESCO DENZA ILLUSTRE

CLIMATOLOGO NAPOLETANO

a cura della Dott.ssa Rossana Esposito

 

“Non basta l’aver stabilito una buona vedetta di meteorologia; ma importa grandemente tenerla d’occhio, educarla e sorreggerla di continuo affinché possa produrre i desiderati frutti”. Questa è la frase più significativa ed esplicativa di Padre Francesco Denza, il Padre della Meteorologia e della Climatologia in Italia.

Nato il 6 giugno 1834 a Napoli, in Via Toledo 205, frequentò alcune delle più rinomate scuole dell’epoca, conseguendo a soli 16 anni il diploma di ingegnere di ponti e strade. Trasferitosi a Roma per frequentare il triennio di teologia presso il collegio “Carlo Alberto” ebbe modo di conoscere il celebre fisico Angelo Secchi dal quale ereditò la passione per l’astronomia e la meteorologia. Il 26 settembre del 1856 fu destinato come insegnante di matematica e fisica al collegio “Carlo Alberto”di Moncalieri in Piemonte, dove il 14 dicembre 1858, fu ordinato sacerdote iniziando così una brillante carriera di religioso ed insegnante. Le capacità e la determinazione portarono P. Denza ben oltre questi orizzonti tanto che, nel 1859, fondò l’Osservatorio Meteorologico di Moncalieri

proprio presso il collegio “Carlo Alberto”. 

Questo fu il primo osservatorio meteorologico in Italia dotato di strumenti adeguati e

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Padre Francesco Maria Denza (1834-1894)

 

regolarmente funzionanti nelle rilevazioni quotidiane dei fenomeni atmosferici. Molti di questi strumenti erano perfezionati o addirittura ideati da Padre Denza che effettuava personalmente le misurazioni di pressione atmosferica, temperatura, umidità assoluta e relativa, pioggia e neve, venti e stato del cielo. Tra gli strumenti ideati dal Denza ricordiamo in particolare l’Anemojetografo che registrava automaticamente il vento e la pioggia. Del vento registrava la direzione e la velocità in chilometri orari; della pioggia misurava l’altezza in millimetri e la durata in ore e minuti. Questo strumento, tra i più semplici del genere, era molto diffuso in Italia e all’estero ed oggi è esposto nella sala centrale dell’ Osservatorio “Carlo Alberto”.

 

P. Francesco Denza intraprese subito un piano di studi sulla meteorologia piemontese, dando vita, a partire dal 1865, ad una Rubrica Meteorologica ed alla “Corrispondenza Meteorologica Alpina” tra gli osservatori di Moncalieri, Alessandria, Torino, Pinerolo, Aosta, Bra e Mondovì. In questa “Corrispondenza” raccolse e confrontò i dati provenienti dalle altre stazioni del Piemonte e della Valle D’Aosta con quelli di Moncalieri. Il 1873 fu l’anno dell’espansione della rete meteorologica del Denza che raggiungendo gli Appennini, la Sicilia e la Sardegna fu ribattezzata con il nome di “Corrispondenza Meteorologica Italiana Alpina- Appenninica”. Questa per molti anni fu considerata la rete meteorologica più estesa e funzionale al Mondo dato che alla fine del 1878, contava ben 90 stazioni meteorologiche. P. Denza fondò una rete che ancora oggi non ha eguali, in un periodo in cui le difficoltà erano palesi e le conoscenze estremamente limitate, soprattutto per diffondere la cultura della Meteorologia presso il popolo italiano. Nel 1880 la “Corrispondenza Meteorologica Alpina- Appenninica” contava ormai 159 osservatori, apparve allora indispensabile dare ad essa una configurazione societaria che meglio rispondesse alle dimensioni raggiunte. Nacque così l’Associazione Meteorologica Italiana che nel 1885 contava 235 stazioni e che successivamente assunse il nome di “Società Meteorologica Italiana”.

Il 5 febbraio del 1886, durante una conferenza presso la sede del C.A.I. di Torino, Padre Denza fu colpito da un ictus cerebrale che gli lasciò paralizzata la parte destra del corpo. Fu costretto quindi a rallentare le sue attività. Con grande determinazione e serenità, come attestano le sue migliaia di lettere, riprese a lavorare scrivendo con la mano sinistra. Nel settembre del 1890 Padre Denza dovette trasferirsi a Roma per volontà dell’allora Pontefice Leone XIII che lo nominò Direttore della Specola Vaticana. La rifondazione della Specola Vaticana, la cui nascita probabilmente risale all’epoca della riforma del calendario attuata nel 1582 da Gregorio XIII, rappresenta il coronamento della molteplice attività scientifica ed organizzativa di P. Francesco Denza. Prima la sua preparazione e poi la sua gestione e direzione occuparono gli ultimi sei anni della sua vita. Un secondo ictus gli fu fatale, si spense il 14 dicembre del 1894 a Roma nel suo appartamento presso la Specola Vaticana poco dopo il ritorno da un’udienza con il Santo Padre Leone XIII. Fu sepolto a Roma nel cimitero del Verano. Sono 173 le pubblicazioni del Denza elencate dal bibliografo Benedettino Padre GiuseppeBoffito, ma la maggior parte di queste constano di poche pagine e si trovano sparse nei periodici scientifici italiani ed esteri ai quali era invitato a collaborare. Scrisse e si occupò di diversi argomenti scientifici tra cui magnetismo terrestre, astronomia, fisica, matematica, oltre che di meteorologia. Lo stile di vita di Padre Francesco Denza, quindi, non gli ha consentito di scrivere numerose opere di mole notevole; lo ha portato invece a scrive brevi note, monografie, memorie, relazioni raccolte soprattutto nei 29 volumi del “Bullettino Meteorologico dell’ Osservatorio di Moncalieri”pubblicato dallo stesso Denza a partire dal 1° gennaio 1866 e successivamente diventato “Bullettino mensuale”. Questo mensile conteneva articoli scientifici (meteorologia, astronomia, sismologia, magnetismo terrestre), la cronaca del mese, e le tabelle con i dati meteorologici giornalieri registrati presso l’Osservatorio di Moncalieri e presso le altre stazioni della rete.

 

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Frontespizio del 1° numero del “Bullettino Meteorologico dell’ Osservatorio di Moncalieri”

 

Uno dei principali obiettivi del Denza è stato quello di diffondere la cultura della Meteorologia e della Climatologia in Italia, in un epoca, il 1800, in cui il contesto storico e quello scientifico di certo non lo aiutarono. Nel ripercorrere la vita e le opere di Padre Francesco Denza ciò che salta all’occhio più di ogni altra cosa è il concetto di “collaborazione”. La fondazione del primo Osservatorio Meteorologico in Italia, l’allestimento di questo con strumenti in grado di rilevare tutti i possibili parametri meteorologici, la raccolta di questi in un bollettino e la rinascita della Specola Vaticana, sono solo alcune delle sue innumerevoli attività che ce lo presentano come un eccezionale osservatore oltre che come uno straordinario organizzatore. Ed è proprio un lavoro di organizzazione e di collaborazione quello che Padre Francesco Denza ha iniziato nel 1860 quando a partire dall’Osservatorio di Moncalieri ha istituito la prima vera e propria rete meteorologica in Italia. Estremamente importante è, oggi, evidenziare il lavoro scientifico svolto da Padre Francesco Denza che, nonostante le limitazioni tecnologiche dell’epoca riuscì a conseguire risultati di prim’ordine, lavoro che deve essere considerato un patrimonio inestimabile e una guida per gli studi attuali e futuri della Meteorologia e della Climatologia. Certo oggi la Meteorologia operativa è caratterizzata dalla tempestività dell’informazione globale, dalla capacità delle reti meteorologiche di scambiarsi i dati di osservazione in tempo reale, dall’utilizzo di potenti sistemi di calcolo che consentono di trattare i dati a fini previsionali, ma ciò che resta è il “senso” della rete che poi è il concetto che ha ispirato l’opera di padre Francesco Denza.