Perché i virus del raffreddore "vincono" in inverno ?! 


La risposta a questa domanda, apparentemente banale, l'hanno data ricercatori della Yale University School of Medicine in un articolo pubblicato sui “Proceedings of the National Academy of Sciences”, in cui spiegano che a concorrere alla diffusione del fastidioso disturbo nella stagione fredda sono le differenti esigenze ambientali dei rhinovirus (di gran lunga la causa principale del raffreddore) da un lato, e quelle del nostro sistema immunitario dall'altro. 

A differenza di gran parte degli altri virus, i Rhinovirus faticano a replicarsi in un ambiente in cui vi siano 37 °C, la temperatura corporea interna, ma lo fanno con la massima efficienza a una temperatura più bassa, fra i 33 °C e i 35 °C. 
E questa è proprio la temperatura che viene facilmente raggiunta nelle cavità nasali quando si sta per un certo tempo al freddo!!!

Ma questa è solo metà della spiegazione!
Ancor più importante è che a quella temperatura la risposta immunitaria innata (la prima linea di difesa del nostro organismo) diventa molto più lenta e meno efficiente. 
In particolare nelle cellule rallenta notevolmente l'attività di trascrizione dei geni responsabile della produzione nei globuli bianchi degli interferoni, proteine essenziali per stimolare l'attività di macrofagi, granulociti e sistema del complemento e per indurre le altre cellule a sintetizzare enzimi antivirali che impediscono al virus di moltiplicarsi.

La ricerca ha messo anche in rilievo che il sistema immunitario risente dei continui sbalzi di temperatura ancor più che della permanenza al freddo. Sembra che la permanenza in un ambiente più fresco ma stabile permetta al sistema immunitario, sia pur lentamente, di acclimatarsi, attraverso un processo che invece viene costantemente interrotto e riportato al punto di partenza quando la temperatura continua a variare bruscamente.

FOTO: Raffigurazione di Rhinovirus.